enviado al mail el 22/09/2026
Non ci fermiamo
Sulla continuità de “La Nemesi”
Come ormai noto ai più, il collettivo Autistici/Inventati è stato inserito nella lista “Specially Designated Global Terrorist” dal governo americano, i cui Dipartimenti di Stato e del Tesoro hanno reso noto il 26 agosto di aver dato avvio al provvedimento e all’operatività delle relative sanzioni. Il 6 settembre, il collettivo che gestiva la piattaforma sulla quale erano ospitati il nostro sito internet, la casella di posta elettronica e quelle di migliaia di altri individui, gruppi e progetti, ha comunicato l’intenzione di smantellare l’intera infrastruttura, invitandoci dunque a evacuare in fretta e furia quanto ancora presente su noblogs.org e su A/I, in ottemperanza a un attacco portato a termine con evidente successo da parte degli USA.
Un tale assalto repressivo e la sua sostanziale accettazione, sia in termini “di movimento” che di politica istituzionale, sono altamente indicativi dei tempi moderni. La dicono lunga sulla sudditanza di alcuni paesi nei confronti di altri, su quanto le decisioni unilaterali di uno Stato possano influire e colpire in maniera così repentina gruppi che si trovano a “operare” in un altro continente (cosa che dovrebbe interessare tutti per varie ragioni che non staremo qui a elencare), sul perimetro delle parziali facoltà di espressione (impropriamente chiamate “libertà”) presenti nelle società occidentali a democrazia avanzata, quindi sui connotati che queste assumono nell’attuale contesto di guerra. La dicono lunga, infine, anche sulla propensione di molteplici componenti antagoniste, al di là della loro più o meno conclamata complementarietà nel contesto istituzionale, ad assumersi potenziali rischi in determinati periodi storici e su quanto certe idee e pratiche siano trasversalmente mal tollerate. La scarsa, o per meglio dire, inesistente volontà di difenderle è anch’essa segno dei tempi e purtroppo non ci stupisce. Anche alla luce di questa vicenda, l’auspicio è quindi che possa prendere avvio una rinnovata riflessione sulle necessità e le condizioni delle nostre pubblicazioni. Ci riferiamo naturalmente alla carta stampata, non tanto ai siti internet come quello cui abbiamo dato inizio quattro anni fa.
Ci limitiamo a quanto detto finora senza dilungarci in disamine verbose riguardanti il contesto sociale e politico attuale. Non scriviamo per elaborare un testo di analisi, ma per mettere al corrente quanti ne siano interessati sul futuro di questo strumento che ci siamo dati quattro anni fa. Lo scopo de “La Nemesi” rimane sempre quello di contribuire alla diffusione di testi riguardanti il conflitto contro lo Stato e il capitale. Il nostro, come scritto tempo addietro, è quindi una sorta di “bollettino” della lotta rivoluzionaria anarchica e, più in generale, della guerra sociale. Rimanendo convinti della sua validità, proseguiremo in continuità con quanto fatto in questi anni, documentando e dando spazio prima di tutto alle azioni e alle convinzioni di chi, mettendosi a rischio in prima persona, realizza concretamente i momenti della lotta rivoluzionaria e dello scontro di classe.
Cosa sono stati questi anni, per noi? I lunghi mesi della mobilitazione contro il regime del 41 bis e l’ergastolo ostativo, intensificatasi e divenuta un movimento di solidarietà internazionale con l’avvio dello sciopero della fame a oltranza da parte di Alfredo Cospito. Le pratiche messe in atto in quel periodo, in particolare le azioni susseguitesi a livello internazionale. Le azioni di sabotaggio portate a termine da entrambi i lati del fronte della guerra fra Russia e NATO contro la macchina di reclutamento e la macelleria sociale nelle zone direttamente colpite dai droni e dai missili e in quelle, per ora, indirettamente interessate dalla guerra combattuta sul campo. Lo smacco della presunta infallibilità israeliana e la resistenza della popolazione palestinese, così come lo sviluppo e il declino di un movimento di solidarietà in cui purtroppo, in larga misura, noi anarchici non siamo intervenuti in maniera lucida e determinante, come il contesto della lotta richiedeva e come richiede tuttora. I compagni tragicamente caduti in azione in Grecia e in Italia, così come tutti quelli di cui non conosciamo le storie e i nomi, ma che continuano, senza compromessi, a dare la propria vita nella lotta contro l’oppressione e lo sfruttamento. Non possiamo evitare il pensiero ineludibile della morte di Sandrone e Sara, e di Kyriakos tempo prima. Se le cose fossero andate diversamente, le circostanze a prima vista straordinarie in cui hanno perso la vita sarebbero state semplicemente parte di “un giorno tra i tanti” nella vita di alcuni anarchici. La straordinarietà di questi compagni non risiede quindi nelle azioni che si apprestavano a compiere, ma nella loro stessa vita: inconcepibile per il potere, i cui cani da guardia hanno brindato sui loro corpi per esorcizzarne la coerenza; insondabile per coloro che in vita li hanno osteggiati, gli stessi che da morti propinano l’ipocrisia del proprio sconforto.
Alla luce, dunque, di quanto finora scritto, ci stiamo impegnando per riportare il sito internet “La Nemesi” di nuovo in funzione altrove, rimanendo come sempre ben al di fuori dei social network. Faremo del nostro meglio per ridurre al minimo i tempi di questo spostamento. Invitiamo caldamente chiunque voglia contattarci a scrivere al nuovo indirizzo e-mail: [email protected]
Al termine di questo testo alleghiamo inoltre una nuova chiave PGP pubblica, utile per contattarci in maniera più riservata.
“La nostra lotta, in un certo senso, è una nemesi contro un destino che il potere vorrebbe definire come ineluttabile”, scrivevamo presentando il progetto nel settembre 2022. Continuiamo oggi sulla stessa strada, con la stessa determinazione.
Settembre 2026
La Nemesi
Chiave PGP pubblica:
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